PRIMA – LEGGE DI CREAZIONE – “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” ( Gv 1:1)
Questa è la Legge più importante perché è quella che regge tutto il Creato. Prima che esistesse l’universo vi era nella Mente di Dio l’idea (verbo) di come doveva essere.
L’uomo, essendo stato Creato ad immagine e somiglianza di Dio, è anch’esso Creatore e anche i suoi pensieri prima o poi si manifestano nel suo corpo e nel mondo che lo circonda. Oggi ingiustamente conosciuta come legge di Attrazione, quindi è più corretto chiamarla con il suo vero nome, Legge di Creazione.
Ciò che si pensa si manifesta.
Si devono considerare i pensieri come oggetti reali. E’ l’insieme dei pensieri che stabilisce tutto quello che ci accade e ci circonda. Qualsiasi cosa trattieni nella tua mente è quanto vedrai manifestarsi nella tua vita e in tutto quello che farai. Sono infatti questi pensieri a creare quello che viene chiamato “destino”.
Noi, non siamo mai veramente coscienti delle idee che riempiono la nostra mente. Queste si vanno formando in accordo a quello che ci insegnano (convinzioni e condizionamenti) o a quello che sentiamo dire. Siccome quasi tutto il mondo ignora la Legge di Creazione che governa l’universo e la vita, quasi tutti trascorrono la loro esistenza costruendosi condizioni contrarie, vedendo peggiorare quello che prometteva bene, muovendosi alla cieca, senza bussola e timone:
Le varie sventure vengono assegnate ad un non meglio definito destino, mentre le lezioni vengono apprese con molta difficoltà. Oppure si attribuisce tutto alla volontà di Dio, volontà che, comunque, resta fuori dalla nostra comprensione.
Nascere con libero arbitrio significa: esercitare la capacità di scegliere liberamente.
Pensando il male e le disarmonie, produrremo male e disarmonie, mentre pensando il buono, il bello e l’armonia, produrremo il buono, il bello e l’armonia, sia nel nostro mondo interiore che esteriore. Le idee di cui siamo convinti passano nel subconscio dove si installano, creando le condizioni per cui possono generarsi problemi e malattie.
Queste condizioni, prima o poi, si manifesteranno nel nostro corpo, nell’ambiente e nelle situazioni della vita. Quando l’essere umano si ritrova avvolto negli effetti della sua ignoranza, ovvero, nelle sciagure che lui stesso ha generato inconsapevolmente, si rivolge a Dio e lo supplica perché lo liberi dalla sofferenza. Sarebbe come dire, senza rendercene conto che stiamo attribuendo a Dio un ruolo di regnate capriccioso, vendicativo, animato da cattive intenzioni ed attento ad ogni nostra più piccola infrazione per poterci punire con castighi molto pesanti. Lo abbiamo sempre considerato come un’entità al di fuori di noi.
Perché dov’è il vostro tesoro, lì sarà pure il vostro cuore (Lc 12:34).
La preghiera o la meditazione è il pensiero più alto e più puro che si possa immaginare, è il modo di attirare la mente al livello più positivo. Le vibrazioni spirituali create con la preghiera sono in grado di trasformare bellezza e perfezione in tutte le condizioni disarmoniche che ci circondano. Essa agisce come una lampada accesa portata in un’abitazione immersa nelle tenebre.
L’Universo utilizza delle leggi ben chiare, Leggi che rappresentano i Sette Principi che sono alla base di tutto il Creato. Queste Leggi funzionano in ogni momento ed su ogni cosa. Non conoscono sosta e servono per mantenere l’ordine e l’armonia. Non siamo mai puniti per le nostre azioni ma dalle nostre azioni.
I pensieri sono oggetti reali.
L’essere umano non è quello che ci hanno fatto credere, ovvero una povera creatura in balia delle circostanze della vita. L’essere umano è molto di più.
SECONDA – LEGGE DI ANALOGIA E CORRISPONDENZA
“Come in alto così in basso”.
Questa è la legge secondo la quale uno dei mezzi con cui l’uomo può venire a conoscenza di Dio è la comprensione di sé stesso. Il “Macrocosmo ripete se stesso nell’uomo, il microcosmo ed esso a sua volta è riflesso in tutti gli atomi minori”.
“Come in alto così in basso” significa che quello che seminiamo nei nostri pensieri ricadrà nella realtà fisica e che quello che riusciremo a trasformare o non trasformare nell’organizzazione delle nostre società (macrosistema) ricadrà all’interno delle nostre relazioni personali e della nostra vita quotidiana (microsistema).
I vecchi valori riconosciuti e il mondo degli eventi tangibili (emotivi e fisici) devono essere lasciati in secondo piano nella coscienza umana, al loro giusto posto e che le realtà non tangibili, il mondo delle idee e delle cause, devono rappresentare per lui, nel futuro immediato, il centro principale della sua attenzione.
L’energia segua il pensiero, così in alto come in basso; lì dove le vedute di guarigione dell’umanità sono strettamente connesse con la diffusione della potenza e della buona volontà. La consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un sistema economico, garantisce un migliore orientamento verso l’obiettivo, così come il riconoscimento della propria specifica funzione sia per un singolo che all’interno di un gruppo.
Si tratta di riflessioni accennate che cominciano ad illuminare, nei nostri pensieri, percorsi e collegamenti nuovi lasciandoci avvicinare un po’ di più al mondo delle idee e delle cause, allontanando le nebbie e sgretolando le illusioni; lasciando che l’Universo che siamo in grado di vedere diventi sempre più rispondente al “magnete” che attrae i raggi del Cuore.
L’affinità fra creatore e creatura è così chiara che risulta impossibile non vedere la linea che li unisce.
La grande forma pensiero costruita nel corso dei millenni dall’avidità e dal materialismo dell’uomo, viene demolita senza misura ed il genere umano sta per raggiungere una liberazione che lo porrà sul giusto sentiero. Allo stato attuale manca la consapevolezza necessaria a capire che finché guarderemo individualmente al futuro non saremo in grado di modellare le circostanze ma saremo costretti a subire l’ambiente.
Se, con uno sforzo mentale, comprendessimo che il futuro dipende da quello che tutti insieme pensiamo, saremmo in grado di influenzarlo in base al nostro volere. Quando l’uomo avrà compreso questo e vivrà secondo questa conoscenza, l’illusione che ora annebbia il mondo scomparirà.
TERZA – LEGGE DI VIBRAZIONE
Tutto è movimento tutto è vibrazione.
La vibrazione spiega le differenza tra le diverse manifestazioni della materia, dei sentimenti, dei pensieri ecc. La scala evolutiva include gradazioni delle frequenze: da denso a solubile, arrivando fino all’aspetto piú raffinato, la Coscienza Divina. Quanto la vibrazione è più alta, tanto la manifestazione è più elevata. La materia è costituita di particelle energetiche che sono in costante movimento ed hanno un certo ritmo.
Il movimento è caratteristico di qualsiasi oggetto o essere. Anche quello che sembra inattivo come una pietra possiede una certa frequenza di vibrazioni. Pitagora
Un oggetto che è sottoposto a vibrazione può sembrare del tutto immobile (per esempio i raggi di una ruota in movimento sembrano formare un oggetto compatto, fisso), non dobbiamo lasciarci ingannare dalle apparenze ma dobbiamo approfondire per poterci avvicinare alla realtà, scoprendo se un oggetto è grezzo, avendo una frequenza vibratoria meno elevata, oppure no.
Scopriremo che la luce, il calore, il magnetismo, l’elettricità, non sono solamente fenomeni vibratori; questo è valido anche per i pensieri, le emozioni, gli stati d’animo, la volontà. Questi sono tutti stati di vibrazione emessi verso l’esterno con un effetto maggiore o minore verso l’ambiente circostante.
La Legge della Vibrazione evidenzia la possibilità di intervenire sui livelli inferiori di manifestazione, per produrre le trasformazioni che desideriamo. La comprensione di questo principio genera un stato spontaneo di rispetto verso tutto quello che è stato creato e verso la vita in generale.
Comprendendo che ogni essere ha un proprio luogo e ruolo nell’universo: niente manca e nessuno è superfluo. L’essere umano realizza che la vita è un grande dono Divino, fatto d’Amore.
Il Divino ha creato un intero Universo di Amore e per Amore. Possiamo così riformulare questo principio: “niente di quello che è creato si trova fuori dell’Amore Divino (la Vibrazione Suprema); tutto è diffuso per l’eternità del Suo Amore che ogni essere percepisce secondo il proprio livello di evoluzione”.
Se scegliamo l’Amore, allora vivremo nell’Amore, con tutto ciò che l’amore comprende. Quando riteniamo di aver fatto una scelta sbagliata; non ci resta altro da fare che correggere quella scelta. Se desideriamo la salute, il bene, il bello, la purezza, la verità… il da farsi è aprirci all’Amore verso il Divino.
L’Amore è la fonte della guarigione ed è disponibile sempre ovunque per tutti.
QUARTA – LEGGE DI POLARITÀ (ATTRAZIONE ALLONTANAMENTO)
Gli opposti si attirano e i simili si respingono. Equilibrio ed armonia nei rapporti, senso della misura, capacità di superare la dualità. La conformazione del sistema solare è triplice:
Intenzione
(energia positiva)
Amore – Saggezza
(energia equilibratrice)
Intelligenza Attiva
(energia negativa – in senso polare)
Uno dei più grandi problemi dell’uomo è il dualismo di base, dove il divino e l’umano si incontrano a causa della realtà bi-polare dell’Uno che si risolve soltanto quando l’essere umano riconosce e realizza in se stesso questi due poli, ritrovando così l’unità originaria.
E’ un cammino interiore di graduale integrazione, riunificazione e sintesi che porta a scoprire che tutti gli opposti sono complementari, essendo due forze dell’unica realtà. Il segreto sta nel riuscire a salire su un livello di coscienza al di sopra di ogni dualismo, dove ogni divisione svanisce nell’armonia e nell’unità dell’Essere.
Questa Legge governa ogni cosa manifestata e tutte le altre Leggi sono collegate ad essa, l’azione reciproca di questa dualità, con l’aiuto della mente, produce l’ambiente e le circostanze. I dualismi rispecchiano una Legge Universale, quella di Polarità che regola tutta la manifestazione a tutti i livelli, dandole il suo carattere ciclico e ritmico.
All’inizio vi era un’Unica Realtà, l’Uno, l’Assoluto, l’Immanifesto, completo in se stesso e immerso in uno stato di riposo. Periodicamente questo Assoluto, quest’Uno esce dal suo stato di immobilità e si manifesta attraverso una “ideazione cosmica” che produce una dualità. Creando una limitazione o restrizione, in modo che si possa fare una scelta: un volere positivo (Spirito) e un volere negativo (Materia). Ecco la prima coppia di opposti polari. Da questa dualità si manifestano un’infinità di dualismi, sotto molteplici aspetti ma essi non hanno una realtà separata e individuale, infatti presi separatamente appaiono incompleti e parziali.
Ogni dualità si risolve quando emerge un terzo fattore ad un livello più elevato che riassume i due poli opposti, quando questo avviene nella dimensione umana scopriamo che questo terzo fattore pre-esiste dietro alla dualità e che è proprio lui che li produce. Solo un essere evoluto interiormente scopre e riconosce questa rivelazione, perché ha vissuto e si è identificato prima col polo materia e infine col polo Spirito.
Il vero ostacolo all’evoluzione della coscienza non è il dualismo in se stesso ma il non volerlo riconoscere ed accettare, il non voler comprendere la sua utilità e la sua funzione positiva e necessaria ad uno sviluppo totale e ad una realizzazione autentica.
Il senso dell’unità si ottiene quando si è consapevoli che tutte le cose esistenti a tutti i livelli sono reali, perché fanno parte dell’Uno; anche la parte più piccola e apparentemente insignificante partecipa alla grande armonia.
Non dobbiamo rifiutare il conflitto, il dolore, il male, etc. ma avere fiducia e rendersi conto che tutto ha un senso e che, a poco a poco rivelerà il suo significato, il suo lato costruttivo, luminoso, utile, giusto e benefico nel grande Schema Evolutivo.
Si potrebbe dire che in fondo tutte le grandi leggi spirituali e cosmiche derivino in effetti dalla Legge di Polarità, perché tutte regolate dal ritmo di vicende alterne di energie che scorrono fra due poli complementari.
Sono chiamati con molti nomi: Yin e Yang, Ishvara e Shakti, Puruscha e Prakriti, Eros e Logos, Sole e Luna, Conscio e Inconscio, Maschile e Femminile, Attivo e Passivo, etc. che si dividono per poi riunirsi di nuovo nella coscienza individuale. I moventi di un essere umano sono una continua interazione tra opposti.
I Taoisti ne trassero due regole fondamentali per la condotta umana, ogni volta che si vuole ottenere una cosa, essi dicevano:
“Bisogna iniziare dal suo opposto: se si vuole restringere, bisogna (innanzitutto) estendere; se si vuole indebolire, bisogna (innanzitutto) rafforzare; se si vuole far morire, bisogna (innanzitutto) far fiorire; quello che è tortuoso diventa dritto; quello che è vuoto diventa pieno; quello che è consumato diventa nuovo” etc.
Questo è quello che si chiama una visione sottile. È il vivere del saggio che ha raggiunto un punto di vista superiore, una prospettiva in cui vengono percepite chiaramente la relatività e la relazione polare di tutti gli opposti e quindi, farne un tutt’uno.
“Il difficile e il facile si completano l’un l’altro; i suoni e la voce si armonizzano l’un l’altro; il prima e il dopo si seguono l’un l’altro, etc.
(Tao – Tè – ching)
La conoscenza si presenta anch’essa sotto forma di dualità, infatti gli attribuiscono diversi valori; esiste una conoscenza superiore ed una inferiore, una relativa ed una assoluta, una condizionale ed una indipendente, una intuitiva ed una razionale.
La conoscenza razionale è ricavata dall’esperienza che abbiamo degli oggetti e degli eventi del nostro ambiente quotidiano.
Essa appartiene al campo dell’intelletto, la cui funzione è quella di emarginare, dividere, confrontare, misurare e ordinare in categorie. In questo modo si producono un gran numero di opposti che possono esistere solo l’uno in rapporto all’altro.
La conoscenza intuitiva prende in considerazione solo i significati e le significanze delle cose (secondo e primo aspetto della Triade spirituale). Quello che ci deve interessare, in particolar modo, è la ricerca di un’esperienza diretta della realtà che oltrepassa sia il pensiero intellettuale che la percezione sensoriale.
Tutti i mutamenti della natura sono una manifestazione e una interazione dinamica dei due poli opposti che sono in relazione polare, in cui ciascuno dei poli è legato dinamicamente all’altro e che sono due aspetti differenti della medesima cosa.
Tutti i contrasti e tutte le differenze sono relative all’interno di un’unità che tutto comprende. Superare il mondo degli opposti, costruito dalle differenze intellettuali e dalla corruzione delle emozioni, comporta il conseguimento di un punto di vista superiore, che si raggiunge nel mondo del non-pensiero.
Una persona virtuosa non è quella che affronta l’impossibile compito di battersi per il bene e di sconfiggere il male, bensì quella che è capace di mantenere un equilibrio dinamico tra il bene e il male.
La personalità di ogni uomo e di ogni donna è il risultato di un’azione reciproca tra l’elemento maschile e quello femminile, quindi è impreciso dare eccessiva importanza all’aspetto estroverso maschile, piuttosto che a quello introverso femminile, perché tutti e due sono complementari.
Tutti gli opposti hanno un rapporto di dipendenza reciproca, il loro conflitto non può mai finire con la vittoria totale di uno dei due ma sarà sempre una manifestazione dell’azione scambievole fra l’uno e l’altro polo. La virtù sta nella capacità di mantenere un equilibrio dinamico tra i due estremi.
QUINTA – LEGGE DEL RITMO O ARMONIA
Tutto si muove come un pendolo; la misura del suo movimento verso destra è la stessa del suo movimento verso sinistra; il Ritmo è la compensazione tra le due oscillazioni.
Il Divino è Perfetta Armonia, quello che appare disarmonico (miserie, sofferenze, ecc.) non sono una creazione del Divino ma dell’uomo. Tutti gli uomini che vogliono vivere nell’armonia e nella pace possono adottare come sistema di conoscenza e di giudizio la Legge del Ritmo che ha un valore universale, dal momento che sottintende non solo tutte le funzioni vitali ma anche tutto quello che esiste nell’intero universo.
La Legge del Ritmo è semplice nel suo ripetersi dinamicamente; non si comporta stupidamente come la logica che una volta stabilita una teoria, si precipita come una valanga lungo il pendio degli inevitabili effetti, con risultati disastrosi; sempre in disaccordo con quanto non espresso chiaramente nella teoria stessa.
A differenza dalla logica non deve mostrare un punto di partenza più o meno visibile, una teoria di origine esteriore e materiale, scelto per motivi non sempre chiari o in base a percezioni sensoriali sono a volte errate o incomplete.
Il metodo di conoscenza Ritmica parte sempre da un Centro Spirituale invisibile, scelto per Fede o per Amore, da cui s’irradia un concetto che si “sente” interiormente con certezza la validità.
Questo concetto che all’origine è sempre abbastanza vago e confuso, parte dal Centro da cui nasce e con un moto convettivo o parabolico, ritorna di continuo al suo punto di partenza.
Aggiornandosi con l’esperienza del suo viaggio e dove si rafforza assorbendo nuove forze per un ulteriore viaggio più esteso e proficuo. Tutto questo avviene con ritmo rapidissimo che a livello psicologico si conclude in breve tempo in modo chiaro, con una illuminazione di tipo intuitivo.
Nel processo Ritmico – Intuitivo, a differenza di quello che avviene nel processo Logico – Ragionamento, il Tempo non esiste, se non in modo provvisorio, in quanto pur nascendo dal Centro e identificandosi nel Moto Convettivo ascendente che crea il Tempo che passa verso il Futuro, una volta toccato il vertice della Parabola questo Tempo cessa di esistere, dal momento che comincia a regredire nel moto discendente che rappresenta il viaggio verso il Passato fino al Centro in cui viene riassorbito, prima di venir ridiffuso per un nuovo viaggio verso un futuro del tutto relativo, data la sua brevissima durata; di tutto questo gli esseri umani non hanno assolutamente coscienza.
Infatti non riuscendo a percepire gli intervalli che caratterizzano lo svolgersi del Tempo, così come non percepiscono i ritmici intervalli esistenti nella luce del Sole o in una proiezione cinematografica, essi attribuiscono al Tempo una continuità ed una direzione unilaterale che esso non possiede assolutamente. Quindi nel Processo Ritmico di conoscenza, il Tempo nasce e muore di continuo dall’Eterno e nell’Eterno Presente Divino di un Centro Spirituale.
Il Metodo di conoscenza Ritmico, offre a chi lo pratica e crede con Fede certa nella sua validità, dei vantaggi straordinari, primo fra tutti il contatto con Dio che è Verità e Unica Realtà; poi la possibilità di viaggiare, in teoria, nello spazio e nel tempo sia in avanti che indietro, dal momento che nell’Eterno Presente del Divino, tutto è già accaduto e nel contempo tutto deve ancora accadere, offrendo così all’uomo che si identifica pienamente nell’Attimo Presente, l’incredibile possibilità di modificare sia il Passato che il Futuro. Ma per riuscire in questo, non è sufficiente credere nella realtà di un simile potere.
Non basta conoscere la Verità per avere il potere di modificare a proprio piacimento la ritmica Realtà dell’esistenza, ma è necessario: Diventare la verità rinunciando a tutte le illusioni che ci mantengono separati dalla realtà. La verità è un essere vivente che si identifica nella realtà divina.
Infatti qualcuno disse: Il padre ed io siamo una cosa sola. (Gesù)
SESTA – LEGGE DI CAUSA – EFFETTO
Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati e con la misura con la quale misurate sarete misurati (Mt, 7,1-2)
Ogni causa produce un effetto, ogni azione genera un risultato.
La legge di causa-effetto è conosciuta nella cultura sanscrita come karman il termine deriva dalla radice sanscrita kr che significa “fare, compiere, produrre, agire, movimento” e perciò viene anche chiamata Legge del Karma. Si tratta di una legge di equilibrio universale che serve a bilanciare ogni squilibrio.
Le azioni umane ad esempio sono le cause, le cose che ci accadono sono gli effetti: “il caso non esiste”. Le azioni umane sono normalmente in balia dell’ego, dei nostri io, sottoforma di tensioni emozioni e pensieri. Senza consapevolezza non c’è libero arbitrio, non c’è libera scelta e quindi non si possono ottenere gli eventi desiderati.
La Legge di Causa – Effetto interessa tutti, anche chi ha sviluppato maggiori poteri.
Con grandi poteri arrivano grandi responsabilità.
Tutto quello che abbiamo ce lo creiamo noi costantemente. Non tutti coloro che patiscono tribolazioni, patiscono per caso. Colui/colei che ha sperimentato che cosa produce l’odio non può non amare. La verità rende libero l’uomo e lo proietta verso un destino migliore. Quello che seminate raccoglierete, quello che raccoglierete preparerà il destino del domani.
Non è una Legge di punizione bensì una Legge di giustizia. Ogni causa ha il suo effetto e tutti gli organismi le sottostanno: dall’atomo, all’uomo, al cosmo. Tutto è reciprocamente connesso, anche la più piccola azione ha la sua parte e la sua controparte, vale a dire l’effetto. Il problema di molti esseri umani è di non riuscire a collegare i fatti della propria vita con le azioni del passato, trovando sempre un capro espiatorio per le proprie disavventure negli altri o nel destino, con il risultato di sentirsi, di conseguenza, delle vittime.
Se si riuscisse a comprendere che l’azione negativa è in realtà il risultato dei propri errori, di pensiero o di cattiva condotta, si eliminerebbe quel risentimento e amarezza nei confronti della vita.
La comprensione e l’accettazione della Legge di Causa – Effetto, aiuta a farci sentire sempre più responsabili verso noi stessi e verso gli altri, attraverso l’azione veniamo quindi educati a compiere atti giusti verso noi stessi e l’umanità. Tutto si riduce a pensiero, perché le altre azioni sono la conseguenza del pensiero.
Siamo e saremo ciò che pensiamo. Il pensiero che produciamo, nasce nella nostra mente, si amplifica e risuona tutt’attorno a noi, e come un suono infinito si diffonde in tutto l’universo. Quindi non dobbiamo collegare i nostri problemi a qualcosa di esterno; tutto dipende da noi, tutto è dentro di noi. Questo significa controllare i nostri pensieri e le azioni che abbiamo compiuto durante la giornata, dal momento del risveglio, fino a quando si va a dormire. Comprendere che ogni azione è condizionata dalla precedente, responsabilizza nei confronti dei propri pensieri, sentimenti, emozioni e azioni.
Le forme pensiero che ruotano intorno a noi ci possono più o meno condizionare. Un pensiero ricorrente quando ha una certa intensità diventa, in seguito, un’abitudine alla quale la mente torna spontaneamente.
L’energia segue il pensiero. Queste abitudini ci fanno agire in un determinato modo, spesso senza rendercene conto. Solo cambiando i nostri pensieri, immettendo principi e valori etici, possiamo uscire dalle forme pensiero negative e crearne di positive. L’armonia nella nostra vita dipende dalla padronanza dei nostri pensieri, perché sono i semi dei nostri sentimenti ed azioni e determinano il nostro destino.
La forza creatrice dei nostri pensieri ha un potere enorme. Un pensiero cosiddetto buono e amorevole non necessariamente produce conseguenze buone, dicendo pensiero si intende sia la parola che l’azione. Non possiamo impedire ad un pensiero negativo di entrare nella nostra mente ma, è anche vero che possiamo impedirgli di farne fissa dimora. Il nostro “oggi” l’abbiamo già costruito ieri.
Siamo i costruttori della nostra realtà. Impariamo a scegliere i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni. Pensieri e intenzioni amorevoli creano una gradevole armonia di sensazioni. L’Amore è la legge più grande di tutte, la Legge dell’Assoluto, spazza via tutto.
SETTIMA – LEGGE DI RIPRODUZIONE
Tutto ha una polarità maschile e femminile. Nulla esiste senza un padre e una madre ( Intesa su un piano simbolico non biologico).
La creazione ha bisogno del maschile e del femminile, due principi con identica intensità ma diversi poteri che completano l’universo creando armonia. Niente al mondo è più significativo dell’incontro fra i due principi, maschile e femminile. Ne gli uomini ne le donne possono dubitare del fatto che questi due principi e quello che essi rappresentano, sono potenti, attivi e che si influenzano a vicenda allo scopo di creare. Quello che però non si sa è l’atteggiamento da tenete, il modo di considerarsi a vicenda per vivere nell’armonia, nella bellezza e nella pienezza, invece di provocare continuamente disordini, delusioni e tragedie.
L’intero Universo è in movimento grazie alle forze che si sprigionano dai due principi, maschile e femminile, quando questi sono in presenza l’uno dell’altro. Orientate vantaggiosamente, queste forze riescono a proiettare dei fasci luminosi di una potenza tale che possono produrre fenomeni di un’importanza cosmica.
Tutto il creato, tutte le manifestazioni della vita e della natura sono opera dei due principi, maschile e femminile. Questi due principi sono un riflesso, una ripetizione dei due principi divini creatori: il Padre celeste e la Madre divina. In realtà, il Padre celeste e la Madre divina non sono Dio stesso: li si deve comprendere come due poli originati da un principio unico: l’Assoluto, il Non Manifesto, che la Cabala chiama Aïn Soph Aur, ovvero “Luce Senza Fine”.
Ciascuno di noi possiede quindi una parte maschile e una parte femminile, a seconda che l’individuo sia uomo o donna una delle due parti è visibile mentre l’altra è nascosta ma quella che non si vede è comunque presente. Ogni donna è donna nel proprio fisico ma possiede il principio maschile. Allo stesso modo, ogni uomo è uomo nel proprio corpo fisico ma possiede interiormente il principio femminile.
Se si conosce la Legge della Polarità e se si sa come utilizzare i due principi, maschile e femminile, trasmissivo e ricettivo, positivo e negativo, si possono risolvere tutti i problemi della vita. Ogni manifestazione, ogni nascita è il prodotto del lavoro dei due principi: il maschile, trasmissivo, proietta, insemina, dona il seme della vita; il principio femminile raccoglie, organizza per produrre un’opera completa e perfetta. Il lavoro di Creazione è quindi suddiviso fra i due principi e non bisogna, né sopravvalutare né sottovalutare l’importanza dell’uno e dell’altro. Entrambi sono altrettanto importanti, altrettanto indispensabili ma in due modi diversi.
Il principio maschile invia delle onde o delle forze ma questo non serve a nulla se non c’è l’altro principio che risponde, riceve ed opera su quello che ha ricevuto. E’ grazie al lavoro dei due principi che la vita è possibile anche là dove non li vediamo, anche nel corpo fisico, essi lavorano insieme ed è proprio quando l’uno domina a svantaggio dell’altro che iniziano le anomalie e gli squilibri. La scienza dei due principi è la scienza dell’equilibrio cosmico.
La potenza dell’essere umano risiede nel possedere i due principi, è l’unione dei due principi in lui, maschile e femminile che lo rende simile agli dei.
LA VITA E’ L’INFANZIA DELLA NOSTRA IMMORTALITA’. J.W. Goethe
Fonte: http://www.visionealchemica.com/le-7-leggi-universali/
Tratto liberamente da: www.facegood.org
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